Nell’ultima settimana di maggio 2020 Shutterstock, la nota agenzia di immagini e contenuti visuali a micro prezzo, ha annunciato una drastica revisione dei compensi per download corrisposti ai contributori, che in molti casi vengono ridotti del 70%, fino a appena 10 centesimi per download.

Quest’ultimo taglio ha generato un ondata di protesta e di sdegno da parte di moltissimo contributori, anche quelli più ricchi di contenuti ed agenzie, che hanno aderito a una protesta di disabilitazione dei propri portfolio nel mese di giugno.

E’ nata la Stock Submitter Coalition, poi Stock Coalition, che ha raccolto in brevissimo temo oltre 5000 artisti, che hanno interrotto il caricamento di nuovi contenuti e disabilitato i propri portfolios nel sito.

 


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Il sito web di StockCoalition.org

L’iniziativa ha avuto talmente successo che alcune agenzie, tra cui Alamy.com e Pond5.com hanno intrapreso un accordo collettivo con la Coalizione, per trasferire i loro contenuti nelle agenzie a condizioni più favorevoli.

Successivamente si sono aggiunti una pagina Instagram, una pagina Redbubble per finanziare l’iniziativa,

 

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La pagina instagram di Stock_Coalition

Inoltre molti clienti che avevano già effettuato una laboriosa ricerca in Shutterstock e all’improvviso hanno trovato non più disponibili i contenuti prescelti, hanno contattato direttamente gli artisti, con la richiesta di acquisire la licenza per i contenuti prescelti

 

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La pagina RedBubble di Stock_Coalition

 

Perchè le foto stock costano così poco?

Vendo fotografie stock dal 1988, e anche se non sono mai stato un grande produttore di stock, in tanti anni ho avuto modo di capire molte cose del mercato delle fotografie d’archivio.

Una cosa che ho capito, ad esempio, è che una foto può essere adatta al mercato microstock, mid-stock, macrostock, Royalty free o Rights managed, e non è poco significativo mettere il lavoro nel giusto mercato.

Invece, a causa della scarsa formazione professionale di moltissimi colleghi, non aver compreso questa differenza ha portato  al punto in cui il lavoro del fotografo stock frutta pochi centesimi per download, con una spirale sempre più al ribasso, fino al download gratuito in cambio di link.

 

Il mercato delle foto chiede di più a meno?

 

alamy stock foto

Non è vero che il mercato vuole fotografie che costino sempre meno, non è affatto vero. E’ vero però che tutti preferiamo pagare meno quello che ci occorre, potendo scegliere. Il microstock ha dato l’opportunità a moltissimi clienti di acquistare a poco o pochissimo prezzo ciò che occorre per realizzare un lavoro più complesso, come un sito web, una brochure, un banner adv.

Nel momento che noi offriamo il nostro lavoro nel mercato stock, dovremmo capire se questo ha potenzialità per essere venduto migliaia di volte o se è per una nicchia ristretta. Se il soggetto è adatto per una nicchia ristretta, capace di generare poche decine di downloads o meno in un anno, allora è meglio cercare di posizionare il proprio contenuto in un mercato dai prezzi più alti, come midstock o macrostock.

 

pond-5

Stesso discorso vale per la licenza Royalty Free o Rights Managed; in principio, quando nacque il Royalty Free, questo tipo di licenza costava molto di più, poichè consentiva una maggior libertà di utilizzo e di riutilizzo nel tempo. Invece il microstock ha cambiato tutto, rendendo il RF la licenza di default, collegata al prezzo più basso. A quel punto il cliente non è stupido, e approfitta del regalo che gli facciamo, se gli avessimo chiesto una cifra più alta o una licenza meno estesa avrebbe accettato ugualmente (salvo i progetti senza budget, che non dovrebbero però condizionare).

Questo ha portato ad una spirale dei prezzi verso il basso e ad un sempre minore rispetto del nostro lavoro. Si potrà dire che prezzi più alti riducono la platea di clienti…. è in parte vero.

 

Dove trovare il punto di equilibrio?

E’ ovvio che esiste un punto di equilibrio nella disponibilità a pagare un prezzo per poter utilizzare una creazione di un artista. Se il lavoro ha un budget sarò disposto a spendere per avere un prodotto migliore; se non ho budget mi accontenterò di quanto offre il mercato free oppure sarò tentato a violare il copyright.

Black lives matter

 

E’ stato questo il grande errore di molti artisti: offrire qualità estremamente elevata a piccolo o piccolissimo prezzo. Ma 20 downloads a 50 $ fanno 1000 $ allo stesso modo di come 10.000 downloads a 0,10$… il potenziale del nostro lavoro è tutto in questo punto di equilibrio.

 

L’effetto Long Tail o principio di Pareto

Inoltre, statisticamente esiste l’effetto chiamato “long tail”, dove solo il 20% del nostro lavoro produce l’80% dei nostri guadagni; pertanto il restante 80% di lavori molto spesso non riesce nemmeno a guadagnarsi il costo del keywording. Per l’agenzia invece la long tail di tutti i contributori costituisce una fetta enorme di fatturato, specialmente se trattiene per se il 80% degli introiti.

Inoltre i contratti di abbonamento  che prevedono 750 foto da scaricare in un mese sono estremamente vantaggiosi per l’agenzia, poichè nessun cliente scarica 750 foto del proprio abbonamento, e i crediti rimanenti vengono incassati completamente dall’agenzia.

 

Quanto voglio spendere per il mio progetto visuale?

 

Avete mai provato ad essere dal lato del cliente? Recentemente ho avviato un progetto che prevedeva alcune foto di ambiente di lavoro ristorante. Avrei potuto realizzare da solo le foto, ma è talmente economico acquistarle in microstock, che non ci ho pensato un attimo. Inoltre, poichè AdobeStock e Shutterstock offrono un mese di prova con 10 downloads, ho aderito ad AdobeStock, e prima che il mese scadesse, ho interrotto l’abbonamento.

Per il mio progetto a basso budget avrei volentieri pagato fino a 10$ ogni foto, ma potendole avere gratis, perchè spendere? Il processo di scelta delle fotografie d’archivio è molto dispendioso in termini di tempo, pertanto la cosa più importante diventa il tempo necessario a trovare l’immagine giusta: proporzioni, colori, target, taglio, copy space, fattori molto importanti che rallentano molto la scelta. Il costo è solo uno dei fattori e spesso non il più importante.

 

Un esempio reale per comprendere meglio

Ho venduto da poco la mia prima foto su Pond5, una nuova agenzia nel mio portafogli; la stessa foto è presente anche su Alamy (leggermente diversa in realtà). Il soggetto è molto di nicchia, non destinato ad una grande ricerca, per questo mi ha sorpreso la vendita su Pond5 che non è al massimo per le foto, mentre è tra le ie più forti per i video.

I_Cant_breathe

 

Alamy fornisce un .csv delle keyword che generano uno zoom sul tuo portfolio, per alimentare l’algoritmo di visualizzazione dei risultati. Curiosamente trovo la stessa immagine cliccata su Alamy e venduta su Pond5. Non è la prima volta che mi accade, anche con altre agenzie, e sono certo che il cliente, dopo aver trovato la foto su Alamy, ha effettuato la ricerca inversa per immagine per capire dove poteva costare meno. Nel caso specifico costava al massimo 5$ su Pond5 e a partire da 9,99$ su Alamy.

 

I_cant_breathe_csv

Le keywords che sono state cercate nel mio portfolio Alamy


Si può anche vedere che la chiave di ricerca era molto specifica, e l’immagine molto di nicchia. Non credo che venderò molte volte l’immagine in questione o quelle dello stesso tema, pertanto tenere il prezzo un po’ più alto avrebbe sicuramente giovato. Ho commesso quindi un errore di posizionamento del mio lavoro, con un prezzo toppo basso e sopratutto con prezzi differenti su agenzie differenti

 

fotografia d'archivio

I risultati stock con la keyword “I Can’t Breathe” non sono legati alla vicenda di George Floyd

In definitiva: dovremmo essere molto più selettivi sul nostro lavoro e scegliere con cura dove  venderlo e a che prezzo.

Guadagnare 10 dollari in tutta la vita utile di una fotografia (mesi o anni, secondo il soggetto) non ripaga il costo di scatto, editing, selezione, keywording ed uploading, e spesso siamo già abbastanza certi che quella foto difficilimente verrà acquistata da qualcuno.

 

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