KODAK è ancora al fianco dei creativi dell'immagine.

https://kodakone.com

E di qualche mese fa l'annuncio che Kodak, la mitica "casa gialla" di Rochester, nata nel 1888 e leader mondiale della fotografia per tutto il secolo 1900 (Eastman Kodak Company), ritorna in campo dopo la bancarotta, con l'ambizione di generare dalle immagini una fonte di revenue molto consistente, stimata in svariati milioni di dollari, in migliaia di differenti situazioni.

Stiamo parlando della piaga del "furto di immagini", che Eastman Kodak, grazie all'accordo con Image Protect e con Wenndigital, con il suo nuovo brand KODAKone, intenderebbe percorrere e riportare nel giusto solco, trasformando il "pirata" in nuovo cliente.

Un obiettivo ambizioso, non c'è che dire... come dire che l'evasore può essere convinto a pagare le giuste tasse, semplicemente con metodi più persuasivi, semplicemente per sentirsi meglio con la coscienza?

Poulennou

Fatto sta che KODAKone, sviluppando tecnologie basate su Blockchain, si rivolge adesso alla gestione e protezione dei copyrights per fotografi e agenzie, detentori di diritti su eventi, sport e spettacolo, archivi e collezioni .

Tra i primi importanti accordi, spicca senz'altro quello avviato con il campione di Formula 1 Fernando Alonso, il quale afferma:

Sono entusiasta di sapere che oggi ho la possibilità di premiare i miei fans e i fotografi professionisti per la loro creatività e che i contenuti che essi producono possono essere protetti da una singola piattaforma

Accordo simile quello stipulato con 6 stadi sportivi sedi degli incontri di NBA ed NHL Teams , con Oak View Group

KODAKone ora lancia la sua campagna per conquistare questo mercato con l'ausilio delle sue ricerche e sviluppi nel campo delle tecnologie blockchains, inventando un sistema di tracciatura digitale del contenuto copyrighted, basato sul token KODAKcoin.

(Si rimanda a complicatissimi testi su cosa siano la cryptovalute e le blockchain per approfondire questo argomento davvero ostico)

Mont-st-Michel

Ma vediamo come avviene il processo di produzione di royalties. Attraverso quattro fasi il fotografo carica il suo portfolio nella piattaforma, su cui viene tracciata una estensiva ricerca e compilato un elenco di URL relativi a utilizzi commerciali; questi vengono prospettati al fotografo perchè verifichi se si tratta di utilizzi non autorizzati o licenze legalmente rilasciate.

I responsabili vengono bonariamente invitati a regolarizzare la situazione tramite il pagamento di una royalty senza maggiorazioni.

Infine, nel caso di pirati reticenti, viene avviato l'iter legale di contestazione dell'illecito, con ovvi aggravi di costo per il conclamato pirata.

Qualche differenza con le modalità di protezione del copyright quando vengono gestiti i diritti di eventi live; in tal caso il pubblico viene incoraggiato a caricare i propri scatti dell'evento attraverso la piattaforma, e immediatamente questi vengono resi disponibili generando micropagamenti di royalties in KODAKcoins, che vengono distribuiti agli aventi diritto.

Spiaggia di Goulven, Finistere, Francia

La ricerca degli utilizzi da licenziare è soltanto uno degli aspetti che Kodak mette in campo nel suo nuovo percorso di Management del Copyright su Contenuti Digitali.

Altre innovative soluzioni sono in sviluppo, che potrebbero riportare Kodak ad essere di nuovo "la casa Gialla" di una volta, con dominio quasi incontrastato nell'intero universo di produzione dei contenuti.

Forse il paragone non è azzeccato... forse buona parte dei cosiddetti pirati lo è quasi inconsapevolmente, o perlomeno con la convinzione di aver compiuto un blando illecito, un po' come un parcheggio di 2 minuti in doppia fila..

Attendiamo di capirne di più.

Kodakone-logo

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