Un 2020 surreale al Faro di Otranto

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Il Capo d'Otranto è il punto geografico più a Est di tutta la penisola Italiana, e per questo motivo è il primo luogo, in Italia, dove il sole mostra i suoi raggi all'orizzonte.

Per questo motivo, da qualche anno, il capo d'Otranto, con il bellissimo Faro di Otranto o "faro della Palascìa", raduna le persone che vogliono in questo modo salutare il Capodanno alla sua prima alba.

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La presenza maestosa del faro di Otranto nel chiarore del crepuscolo, si completava con un maestrale sferzante e gelido, che tagliava a fette le guance e rendeva instabile il passo sul sentiero di avvicinamento. Qualcuno dormiva nel sacco a pelo, in attesa dell'alba, un centinaio di persone sorseggiavano caffè presso l'edificio di raccolta della stazione marittima.

 

redi hasa

Quest'anno il luogo prevedeva la presenza di due musicisti, il violoncellista Redi Hasa e il percussionista Vito De Lorenzi, che avrebbero salutato l'alba con le loro note. Per Redi Hasa, in particolare, questo significava salutare con lo sguardo, e forse anche con malinconia, le montagne della sua terra, l'Albania, visibile poche miglia all'orizzonte.

 

[caption id="attachment_6870" align="aligncenter" width="768"]Installazione di Nicola Genco Installazione di Nicola Genco[/caption]

Il luogo accoglieva anche una suggestiva installazione dell'artista barese Nicola Genco, diverse decine di teste in terracotta, a simboleggiare lo sguardo delle anime che si affacciano da sempre sul mediterraneo, e attraverso questo si incontrano.

A completamento della suggestione, una danzatrice dervisha cercava l'estasi mistica eseguendo la danza turbinante, ruotando con il suo abito bianco sui versi di una preghiera Sufi.

 

 

Benvenuto 2020, portaci cose buone.

 

 

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